La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Giorgio Gaber, La libertà, 1972

I hereby declare myself an independent, mobile republic. I’m a citizen of the earth. I own no territory. I have no flag. My policies are simple. I’m willing to sign any nuclear non-proliferation treaty or nuclear test ban treaty that’s going. Immigrants are welcome.
(Arundhati Roy)

People who shut their eyes to reality simply invite their own destruction, and anyone who insists on remaining in a state of innocence long after that innocence is dead turns himself into a monster. (James Baldwin)


martedì 3 novembre 2009

exit strategy [by fax]

posto un precedente commento del fax molto interessante. se ne potrebbe fare un sondaggio.(presento il fax: è un elucubratore pirocatartico autoimmunerotizzante.)

Come hai detto tu, il disastro in Afghanistan è stato provocato dai vari attori che ci hanno giocato dal 79 in poi, cioè Sovietici, Americani e Sauditi che hanno foraggiato i Wahabiti in Pakistan, Pakistani che hanno sempre fatto il doppio gioco con i fondamentalisti.

Per questo credo che la comunità internazionale debba farsi carico del problema.

Di fatto la guerra è stata condotta in massima parte pagando i signori della guerra; Massud era uno dei meno peggio - probabilmente non sarebbe riuscito a vincere, un impegno sul terreno sarebbe comunque servito.

Non mi è chiaro cosa proponi di fare:

- Restiamo cercando di gestire la situazione, cercando di non fare disastri e preparandoci a subire attentati, diciamo per un'altri 10-15 anni, ragionevolmente, spendendo molto di più di quello che è stato speso finora.

- Ce ne andiamo, col risultato che la guerra civile continuerà in eterno, dal momento che i taliban non saranno mai in grado di conquistare le zone settentrionali, e che stati confinanti tipo Tajikistan e Turkmenistan faranno di tutto per non avere i taliban ai confini.

- Tiriamo dentro l'Iran, così si smussa l'impressione di crociata cristiana. Gli iraniani d'altra parte sono forse più malvisti degli occidentali, essendo Sciiti. Però così si legittima eccessivamente il regime di quel folpo pretesco di Ahmenadinejad o come-si-chiama.

- Blocchiamo definitivamente le linee di approvvigionamento dei taliban, con bombardamenti nucleari nelle zone tribali del Pakistan, a Riad e alla Mecca; ovviamente, per non dare l'impressione di essere anti islamici, dovremmo vaporizzare anche il Vaticano, cosa che mi vede favorevole.

venerdì 30 ottobre 2009

intesa raggiunta in honduras

telesur ha divulgato la notizia: micheletti autorizza la firma dell'accordo che porterebbe alla restituzione di zelaya

dopo un mese circa di trattative, da quando il legittimo presidente si è affacciato a sorpresa dalle finestre dell'ambasciata brasiliana a tegucigalpa, si è giunti ad un accordo, orchestrato dall'inviato usa t. shannon.

tale accordo prevede che il congresso honduregno, previa approvazione della corte suprema, discuta la possibilità che zelaya si riappropri della sua carica.

la restituzione della carica a zelaya è uno dei due punti che i resistenti della piccola repubblica centroamericana esigevano. l'altro, è l'avvio di un'assemblea costituente. ma questo non è previsto dagli accordi. dunque sembra allontanarsi per sempre -o fra molti anni- la possibilità di riformare l'honduras.

fanno parte dell'accordo la creazione di un governo di transizione che porti alle elezioni del 29 novembre, in un paese ancora militarizzato (elezioni-farsa?), e la creazione di una commissione sui fatti accaduti in paese dal 28 giugno scorso.

mi preme ricordare che quanto è accaduto -e sta tutt'ora- accadendo, non è un conflitto etnico o una guerra civile, in cui le parti in causa possono avere più o meno la stessa responsabilità, ma un colpo di stato perpretato dalla minoranza (parecchio minoranza) bianca, razzista, latifondista, militare, legata alla chiquita ed al pentagono.

per questo storco un po' il naso. non per nulla micheletti ha affermato quanto segue:
"Exhorto a Zelaya y a su comisión a que firmen este acuerdo, basta ya de retóricas y juegos políticas. El pueblo hondureño quiere el fin de la división entre hermanos, espearamos que este acuerdo sea el principio de lograr una solución a la crisis"

e le riforme sociali di zelaya, che fine faranno? l'honduras rientrerà nell'alba? e perché non è stata abolita la sospensione delle libertà e dei diritti civili?

fulvio grimaldi, che per 20 giorni aveva sospeso l'aggiornamento del suo blog, era volato niente poco di meno che a tegucigalpa, per stare con la resistenza e per documentare.

comunque uno la pensi sulle sue posizioni, a volte apparentemente "estreme", considero estremamente preziosa la sua testimonianza, pubblicata nel suo blog.


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giovedì 29 ottobre 2009

pippolandistan

immaginate un tizio, che chiameremo X1, a capo del più grande traffico di eroina al mondo.
pensate a CACCABELLA, un potentissimo (in ogni senso: politico, economico, militare) ente governativo del bello e ricco paese di PLUTOLANDIA.
immaginate ora un secondo tizio, X2, sul libro paga di CACCABELLA.
immaginate quindi che le due persone coincidano con una stessa persona, X:
X1=X2=X.

considerate ora una seconda persona, Y.
Y è il presidente di PIPPOLANDISTAN.
PIPPOLANDISTAN è occupato militarmente dall'esercito di PLUTOLANDIA (e suoi alleati).
dunque Y è un presidente fantoccio, che più o meno esegue gli ordini di PLUTOLANDIA.

con un ulteriore sforzo di immaginazione -lo so, non è facile- immaginate che X ed Y si conoscano. di più: che siano fratelli. e che Y copra politicamente X, ovvero faccia leggi a favore, fra gli altri, del suo commercio e della sua incolumità:
X <===> Y.

benevenuti in afghanistan.
(dal new york times di ieri, notizia semplicemente clamorosa, attualmente non pubblicata su alcuna testata italiana, colma delle mutande di marrazzo.)

ps: oggi i nostri quotidiani scrivono "l'iran apre", "pronti a collaborare", e così via. vorrei ricordare, come ho più volte fatto in questo blog, che è dal 2006 che l'iran propone e vuole collaborare sul nucleare. solo che finché gli sbatti la porta in faccia e li minacci di ogni calamità, non li puoi predisporre nel modo giusto. finalmente gli USA hanno accettato di sedersi ad un tavolo e parlare; ovvero, nel caso, di comportarsi civilmente.

sabato 10 ottobre 2009

miglior vino dell'anno? un'acqua minerale. di nome obama

The Nobel committee rewarded Obama’s rhetoric.
[...] But he doesn’t deserve the Nobel Peace Prize just
because he isn’t George Bush. And he doesn’t deserve
the Nobel Peace Prize just on the basis of rhetoric. [...]
Matthew Rothschild [1]



allora ragazzi: io non sono per nulla d'accordo con 'sto nobel ad obama. senza mezzi termini.

sì lo so che prima di lui c'era bush e la sua cricca di allucinati. sì lo so che il nobel lo diedero pure alla morte nera personificata, alias kissinger. sì lo so che l’abbronzato (foto: da internet) ha suscitato tante speranze. sì lo so che ha già stanziato parecchi fondi per le energie rinnovabili.

ma è tutto qui.

sono in disaccordo con gennaro carotenuto [2], che peraltro considera obama l’ultimo anello di una catena che congiunge rosa parks, martin luther king, malcolm X, ed altri:
"Barack Obama, il negro, il migrante, è il culmine di una storia plurisecolare di discriminazione e sfruttamento che certo non si chiude con un evento simbolico della sua elezione ma che nell’evento simbolico trova dignità."
sono invece d’accordo con peace reporter [3]:
“dare il premio Nobel per la Pace al presidente degli Stati Uniti è come dare il premio di miglior vino dell’anno ad una bottiglia di acqua minerale. Anzi, è persino peggio […] oggi gli Stati Uniti sono direttamente impegnati in guerra in almeno quattro Paesi: Iraq, Afghanistan, Pakistan e Somalia”
sono d'accordo anche con la swedish peace and arbitration society, che per gli stessi motivi ha definito [4] shocking e shamefull, scioccante e vergognosa, la decisione del comitato norvegese. da notare inoltre che tutte le forze politiche svedesi, pur rinnovando la loro stima a obama, considerano questo premio un historic mistake (secondo le parole dei moderati, attualmente al governo).

d’accordo, il nobel per la pace è un atto politico, ricordando le parole di f. sejersted, chairman del comitato nobel norvegese nel 1990 [5]:
“The prize […] is not only for past achievement. […] The committee also takes the possible positive effects of its choices into account [because] Nobel wanted the prize to have political effects. Awarding a peace prize is, to put it bluntly, a political act.”
obama dice di essere sorpreso; ha anche aggiunto di non credere di meritarselo [6]. bravo! se sei sincero mi stai un pelo più simpatico. (per la cronaca, a parer mio, c’erano almeno due candidati realmente meritevoli del nobel per la pace 2009: emergency ed evo morales).

se si tratta di una questione di aspettative, allora davvero aveva senso la candidatura di silvio: sempre d'accordo con tutti, pacche sulle spalle, mani strette, gorgoglia continuamente su pace e prosperità.. d'accordo, le sue azioni non sono coerenti con quel che dice.

ma perché: per obama, a tutt'oggi, non è così?



AMERICA LATINA

honduras. ho qualche dubbio sulla posizione personale di obama, meno su quella del suo governo e nulla su quella di southcom, cia, cato institute e vari think thank neocon. il "sistema usa" ha voluto il golpe e lo sostiene.

la forte e compatta reazione internazionale, soprattutto latinoamericana, ed il formarsi di un secondo blocco mondiale che tende a controbilanciare lo strapotere economico-militare usa, ha frenato i piani a stelle e strisce e costretto obama ad esporsi [7]. e quando zelaya è comparso nell'ambasciata brasiliana a tegucigalpa, una ignara ed imbarazzata clinton ha ammesso a denti stretti che anche loro erano felici, che si era ad una svolta e bla bla bla. [8]

certo obama ammise che in passato gli usa “a volte” non si sono comportati “correttamente” nel suo cortile di casa [9]. a parte i termini eufemistici, si è trattato di ammettere che i suoi predecessori sono stati dei serial killer genocidi. per carità, outing gradito. a questo outing seguirà un comportamento coerente? per ora, no.

a parole apre a cuba [10] e poi ratifica per filo e per segno la legge torricelli-helms-burton-cazzivari sul draconiano ed omicida embargo all'isola [11]. citando amnesty usa [12]:


US President Barack Obama extended the White House's 47-year trade embargo against Cuba on Tuesday - missing an opportunity to improve the human rights situation for people on the island. Amnesty International had called on President Obama not to renew the sanctions, which limit Cubans’ access to medicines and are endangering the health of millions. [...] According to data from the United Nations, Cuba’s inability to import nutritional products for consumption at schools, hospitals and day care centres is contributing to a high prevalence of iron deficiency anaemia. According to UNICEF, in 2007 the condition affected 37.5 per cent of Cuban children under three years old.

Children’s health was also put at risk by a decision from US syringe suppliers to cancel an order of three million disposable syringes made in 2007 by UNICEF’s Global Alliance for Vaccines and Immunization when it became known that the units were destined for the implementation of a programme in Cuba. Similar situations have affected the implementation of UN programmes to prevent and fight HIV/AIDS on the island.


ma niente paura: guantanamo è ancora lì.



ASIA

poche settimane fa, la clinton ha ammesso -ma chi segue solo tv e giornali italiani, di qualsiasi orientamento, ne è all'oscuro- che gli usa sono intervenuti in iran a pie' pari, organizzando e sostenendo, logisticamente ed economicamente, la rivolta interna e manipolando i messaggi di twitter. [13]

hillary ha parlato non al corriere delle alpi, non al sentinel di ouagadougou, non all'herald di christchurch, ma ai microfoni di zakaria fareed, cnn. nel frattempo il congresso ha approvato lo stanziamento di ulteriori fondi per destabilizzare la politica iraniana. [14]

comunque uno la pensi sul regime iraniano, quelli di obama non sono esattamente gesti di pace.

come non lo sono aumentare le truppe in afghanistan (17000, ed è in discussione al congresso l'invio di altre 40000 unità***) e porle sotto il comando del macabro generale mc chrystal [15], o sostenere lo sciccoso fantoccio karzai e le sue elezioni [16], molto più farsesche di quelle persiane. mi pare, infine, che non ci sia ancora alcun ritiro dall'iraq, nonostante i proclami.

[*** nota, nei commenti ho reso conto del numero esatto: erano 21 mila, i soldati in afghanistan, a cui da poco se ne sono aggiunti altri 13mila. i 40mila richiesti da m chrystal non fanno parte di questo conto. dunque, è peggio ancora di come l'avevo dipinta io..]


sulla trattativa nucleare, che dire? si è seduto ad un tavolo a parlare con il suo interlocutore -come quest'ultimo richiedeva da diversi anni ai predecessori di obama-. senza dubbio un gesto di buona educazione. hanno addirittura trovato un accordo di massima, che putacaso ricalca la soluzione proposta dall'iran. iran che già dal 2006 ha fatto sua la proposta di el baradei sul controllo mondiale del nucleare. [17]

però, mi permetto di segnalare come quanto meno contradditorio, e molto poco da peace-maker, mentre bacchetta l'iran (e le sue 0 testate nucleari) ed esprime il suo disappunto per la centrale di qom, obama rinnova con israele un accordo del 1969, stipulato da richard nixon (imbeccato da kissinger) e golda meir [18]:

"[Obama] si sarebbe detto disponibile a mantenere in vita le condizioni del '69 e a non far pressione su Israele affinché riveli l'effettivo possesso di armi nucleari o firmi il trattato di non proliferazione nucleare".


DARE TEMPO AL TEMPO?

crisi economica? rifinanziamento delle banche e degli squali del free market di 'sta cippa [19]. ruolo della nato: immutato, con la nomina del nuovo ambasciatore usa in seno alla nato stessa, il falco ivo daalder [20].

il marketing fa il resto.
diamogli tempo?

david sirota nel 2006 criticò delle scelte del senatore obama parecchio discutibili [21]:
['cause] his vote for a corporate-written "reform" of class-action lawsuits, his refusal to frontally challenge the Iraq War after running as an antiwar candidate and his vote to confirm Condoleezza Rice as Secretary of State.
ieri, alexander cockburn è stato lapidario [15]:

I suppose we should not begrudge Barack Obama his Nobel Peace Prize, though it represents a radical break in tradition, since he's only had slightly less than nine months to discharge his imperial duties, most concretely through the agency of high explosives in the Hindu Kush whereas as laureates like Henry Kissinger had been diligently slaughtering people across the world for years.
Woodrow Wilson, the liberal imperialist with whom Obama bears some marked affinities, won the Nobel Peace Prize in 1919, having brought America into the carnage of the First World War. The peace laureate president who preceded him was Teddy Roosevelt, who got the prize in 1906 as reward for sponsorship of the Spanish-American war and ardent bloodletting in the Philippines.

nobel a obama? ma mi facciano il piacere..



REFERENZE
[1] Matthew Rothschild, Obama Undeserving of Nobel Peace Prize, The Progressive, 9.10.2009
[2] Gennaro Carotenuto, Barack Obama premio Nobel per la pace, Giornalismo Partecipativo, 9.10.2009
[3] Adnkronos, 9.10.2009: A Obama il Nobel per la pace e l'Oscar delle polemiche
[4] The Local, Obama Nobel win shocks Swedish peace group, 9.10.2009
[5] Kate Phillips and Maria Newman, BlogTalk: Perceptions of Obama’s Prize, The Caucus Blog \ New York Times, 9.10.2009
[6] La Nacion, Honestamente, creo que no lo merezco, 9.10.2009
[7] ad esempio si vedano in questo blog gli articoli compresi fra il 2 e l’8 luglio 2009
[8] ventopiumoso, nuova fase in honduras, 24.9.2009
[9] ventopiumoso, honduras: verso la soluzione!, 8.7.2009
[10] ad esempio, Il Sole-24 Ore: l'articolo è molto interessante. il quotidiano di confindustria elogia una serie di aperture del governo statunitense verso cuba, dalla "revoca delle restrizioni ai viaggi e alle rimesse", alla possibilità per le compagnie telefoniche usa di chiedere licenze per operare nell'isola. è curioso come, citando pedissequamente obama, si ricordi che "per la prima volta dal 1982, i cubano-americani saranno liberi di viaggiare tra gli Usa e Cuba", ammettendo che le maggiori difficoltà agli scambi fra i due paesi erano -e sono- dovute all'atteggiamento degli usa.
[11] Adnkronos, 14.9.2009: Cuba: Obama prolunga l’embargo per un altro anno. Secondo il governo cubano l'embargo è costato all'isola perdite complessive per oltre 90 miliardi di dollari.
[12] Amnesty USA, Obama renews Cuba trade embargo, 15.9.2009
[13] ventopiumoso, ammenicoli vari fra teheran, soto cano e il cortile di casa, 21.9.2009
[14] si veda, in questo blog, la lunga serie sulla crisi iraniana post-elezioni, pubblicati dal 6 al 23 luglio e ripercorribile da qui: ventopiumoso, l’intrico iraniano: conclusioni, indice e bibliografia, 23.7.2009
[15] Alexander Cockburn, War and Peace, in CounterPunch Diary, 9.10.2009
[16] ventopiumoso, ammenicoli vari fra teheran, soto cano e il cortile di casa, 21.9.2009.
ed anche: [#] Gareth Porter, AFGHANISTAN: Karzai and Warlords Mount Massive Vote Fraud Scheme, 19.8.2009; [#] Ghaith Abdul-Ahad, New evidence of widespread fraud in Afghanistan election uncovered, The Guardian, 18.9.2009: "Exclusive footage obtained by the Guardian of ballot papers pre-marked for Hamid Karzai that were seized by monitors. The ballots appear to be stamped with the monitors' seal and ready to cast. The monitors filmed then destroyed the papers to stop them being used"
[17] ventopiumoso, 22000+ a 0, 1.10.2009
[18] Antonio Marafioti, Il Nobel dei due pesi e delle due misure, Peace Reporter, 9.10.2009
[19] Eliana Di Caro, Il piano Obama a 825 miliardi di dollari dal nostro inviato, 16.1.2009
[20] ventopiumoso, da nato e russia con amore, 21.7.2009
[21] David Sirota, Mr. Obama Goes to Washington, The Nation, 26.6.2006




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mercoledì 7 ottobre 2009

lodo alfano illegittimo



fra i tanti articoli, qui e qui.

(o un qualsiasi giornale, dai porno al ft, da indymedia a le figaro, da topolino al corriere di urano..)

la bestialidad de el imperialismo

giovedì 1 ottobre 2009

22000+ a 0

grande ironia sui nostri quotidiani alla vigilia del vertice "nucleare" a ginevra (qui corriere, qui repubblica).

i colloqui di ginevra vedranno seduti allo stesso tavolo

usa, gran bretagna, francia, russia, cina, germania

da un lato e

iran

dall'altro,
per discutere proprio del programma nucleare (civile) iraniano.

il governo iraniano ha fatto una proposta oscena: noi continuiamo, come è nei nostri diritti, con il programma nucleare civile; l'uranio arricchito necessario per le nostre centrali lo acquistiamo da voi, ovvero lo poniamo sotto il vostro controllo. per la precisione, dal corriere della sera:
noi abbiamo bisogno di uranio arricchito al 19,75%. L'abbiamo detto, e proponiamo di acquistarlo da chiunque sia pronto a vendercelo. Siamo pronti a fornire dell'uranio arricchito al 3,5% e altri potranno arricchirlo e riconsegnarcelo al 19,75%.

sorprendentemente ragionevole. straordinario anche perché nessuno dei paesi "nucleari", sia dal lato civile che da quello militare, sposta la propria produzione all'estero. l'iran lo ha proposto. che diavoli che sono, eh!?

non sono nemmeno nuovi a tramacci del genere: come già scrissi il 21.4.2009 nel post "ahmadinejad l'onesto", citando questo articolo di chomsky del giugno 2006, nel 2003 el baradei, capo dell'IAEA, propose "di sottoporre a controlli internazionali tutta la produzione e la lavorazione di materiale utilizzabile per armamenti nucleari", il primo passo per l'attuazione del trattato Fissban per la proibizione dei materiali fissili, del lontano 1993. ad oggi, la proposta è stata accettata, a febbraio 2006, da un unico stato: l'iran.

(nel post segnalato ed in quello ad esso seguente, qui, disegnavo a grandi linee i motivi del nostro interesse per l'iran.)

sapete qual è la cosa più buffa? che da un lato ci sono facce di cazzo, permettetemi il francesismo, che possiedono complessivamente oltre 22.000 (no, dico: ventiduemila) testate nucleari; dall'altro lato del tavolo, un tizio che non ne possiede alcuna [*].

22000-0.

orwell se la starebbe ridendo sotto i baffi.

[*] ricordo che ci sono almento altri 4 paesi che possiedono armi nucleari e non aderiscono neppure al trattato di non proliferazione: israele (200-400 testate), india (60-90), pakistan (24-48) o corea del nord (2-48). inoltre ricordo che a più riprese, negli ultimi anni ed anche prima della c.d. "crisi del nucleare iraniano" nata 3 anni fa, l'iran è stato minacciato nuclearmente sia da israele che dagli u.s.a.
voi come avreste reagito?
cordiali saluti a tutti.


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sabato 26 settembre 2009

dai dai ancora ancora!

(piccola e breve riflessione di passaggio.)

7-10 milioni.
per ravvivare un noioso pomeriggio, scartabellando fogli di carta e pagine elettroniche, tirando due somme, senza alcun pretesa né di precisione, né di essere creduto.
il numero sono le vittime delle "guerre contro il terrorismo" lanciate dalla combriccola neolib&co degli ultimi 15 anni, nella sola asia. vittime nel senso di morti, e non di feriti amputati violentati torturati senzatetto-né-cibo. senza contare le passate presenti e future vittime delle barbarie economiche.
e poi li chiamano terroristi.
mavaffanculo, va.

giovedì 24 settembre 2009

nuova fase in honduras

come saprete (o forse no, se vi siete limitati ai media mainstream), da lunedì mel zelaya, legittimo presidente dell'honduras, è in patria. ha trovato rifugio nell'ambasciata brasiliana a tegucigalpa.

naturalmente appena il governo di fatto ha saputo della presenza del legittimo mandatario sul suolo del proprio paese, è scattato il coprifuoco e si è intensificata la repressione in un paese ormai nel caos, in cui intere zone sono costantemente in rivolta (con fermi e caduti) ed altre totalmente asfissiate dal controllo militare.

ieri sera su radio aler raccontavano delle centinaia di prigionieri (alcune centinaia fra le migliaia fermate) rinchiusi in campi di baseball, come pure del rinvigorirsi della già robusta opposizione ai militari ed alla caricatura micheletti - che già pareva simpatico ai nostri "giornalisti". il governo illegittimo ha anche espulso numerosi cooperanti stranieri, considerandoli mercenari al soldo di chavez.

i militari hanno più volte durante il giorno interrotto le forniture idriche ed energetiche all'ambasciata brasiliana, completamente accerchiata da militari, carri armati e cecchini. la popolazione accorsa per difenderla dai gorilla è stata ferocemente repressa. attualmente (cioè, ieri sera ora italiana) l'ambasciata è del tutto isolata, ma migliaia di persone continuano a riversarsi nella capitale honduregna, unendosi alle migliaia già presenti.

l'azione di zelaya è straordinaria sotto diversi punti di vista. è stata preparata con precisione e coraggio indiscussi - e, fatto clamoroso, nella totale oscurità degli usa. fatto essenziale affinché i golpisti non venissero avvertiti.

gc riporta quanto segue: zelaya è stato trasportato fino a san salvador su un aereo venezuelano; da lì, con il silenzio-assenso delle autorità salvadoregne e l'aiuto del fmln, ha varcato la frontiera; in territorio honduregno, gli uomini della resistenza l'hanno portato, in un lunghissimo e periglioso viaggio, fino alla capitale e da lì all'ambasciata brasiliana.

il blitz frantuma lo stallo in cui era precipitata la situazione da quando si accettò la mediazione del costarica, su spinta degli usa, una mediazione che non ha fatto altro che dar respiro ai golpisti e prolungare la loro permanenza al potere. come già scrissi nel post dell'altro ieri, è evidente il tentativo di tirare a campare fino alle elezioni di novembre fino a costruirsi una maschera di "legittimità". tuttavia l'europa aveva già sospeso gli aiuti tecnici ed economici per le elezioni. ora ogni organismo internazionale, a partire dalle nazioni unite, le ha dichiarate illegittime.

il coinvolgimento diretto del governo brasiliano apre una nuova fase: impone il brasile come definitiva potenza regionale a difesa degli interessi latinoamericani in contrasto con quelli nordamericani. come scritto sopra, gli stessi usa, ancora lunedì notte erano all'oscuro del rientro di zelaya mentre questi era già all'interno dell'ambasciata brasiliana.

micheletti tenterà di forzare il territorio del brasile (le ambasciate sono territorio del paese che rappresentano)? per quanto potrà isolarla dall'acqua, dall'elettricità e dalle altre forniture?
continuare su questa linea vorrebbe dire scontrarsi direttamente con il governo di lula, che potrebbe considerare le azioni dei militari come azioni belliche verso il suo paese.

come ammesso "a denti stretti" dalla stessa hillary clinton, il ritorno di zelaya non può che accelerare la fine della crisi. gli usa tentano di non lasciare tutto il merito ai governi integrazionisti. ma cia, usaid, southcom, cato&co come la prenderanno?

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lunedì 21 settembre 2009

ammenicoli vari fra teheran, soto cano e il cortile di casa

salve a tutti, ho l'occasione di interrompere questa forzata messa a riposo del blog proponendovi qualche perla non comparsa nei media italiani.

i gorilla honduregni mantengono il potere, nonostante continui la protesta generalizzata nel paese. tirano a campare fino alle elezioni di questo autunno, con le spalle ben coperte. a quel punto tanti paesi, a partire dai satelliti usa e poi dalla stessa "centrale" dell'impero, "saranno costretti a prendere atto". ma non divaghiamo.

che nel golpe fossero coinvolti cia&affini era già stato ampiamente denunciato, ed in questo blog trovate diversi post sul tema. un ulteriore tassello, che nei primi giorni dopo il putsch avrei definito "decisivo", lo fornisce l'agenzia di stampa indipendente reseau voltaire in questa nota: il 14.8.2009 è stato reso pubblico il piano di volo dell'aereo che ha esiliato il legittimo presidente zelaya in costarica. l'aereo è decollato dalla base militare USA in honduras di soto cano.

* * *

ma reseau voltaire riporta un'altra notizia, che a mio modestissimo parere tutti i quotidiani del mondo avrebbero dovuto riportare in prima pagina e per molti giorni di seguito.

ricorderete la serie di post sull'iran, che suscitò alcune interessanti polemiche, in cui, fra l'altro, sostenevo, portando una cospicua mole di prove, che la c.d. "rivoluzione verde" fosse largamente manipolata dagli usa per destabilizzare il paese. (le considerazioni erano "altro" rispetto alla simpatia o meno verso il governo iraniano. per dettagli si leggano gli interventi di allora.)

ebbene, nientepocodimenoche hillary clinton, intervistata alla cnn da farred zacharia il 9.8.2009, ha ammesso esplicitamente che gli usa sono intervenuti attivamente nell'organizzare, veicolare e fomentare le proteste in iran. particolare aggiunto dal segretario di stato, l'uso di twitter da parte delle agenzie usa. ricorderete i titoloni dei nostri media che riportavano i messaggi su twitter come profezie divine. ebbene, è stata ammessa anche la manipolazione di twitter da parte yanqui.

alcuni (pochi) blog già a suo tempo avevano denunciato questo fatto, con un'attenta lettura dei messaggi su twitter, riportando diverse palesi incongruenze. nemmeno io vi avevo dato troppo credito. sbagliavo. ma scommetto che se avessi riportato anche quei fatti, gli appellativi, ingenerosi quanto scorretti, di "complottista" ed "antiamericano" mi avrebbe marcato in maniera ancora più indelebile, se possibile.

in italia, nessuno, e intendo dire proprio nessuno, fra i media on-line, dalla c.d "estrema sinistra" alla c.d. "estrema destra", ha accennato all'intervista alla clinton. tranne eurasia, che ha ripreso la pagina italiana di reseau voltaire.

chapeau alla fabbrica del consenso.

* * *

del resto, per par condicio, non hanno dato troppa enfasi alla notizia dei massicci brogli del fantoccio karzai (1.5 milioni, denunciano gli osservatori europei, che però hanno dubbi anche su 0.3 milioni di voti del suo avversario principale) , che ci piace così tanto per la sua indiscussa eleganza - non certo perché è così docile nei confronti delle truppe di occupazione del suo paese, ma cosa mi dici mai!?

qui l'articolo de la stampa. qui da ips news: "AFGHANISTAN: Karzai and Warlords Mount Massive Vote Fraud Scheme", by gareth porter.

* * *

poi ci sarebbero alcune altre notiziole, ma il tempo è tiranno. così vi servo qualcosina sul sud america. classica disinformazione mainstream su chavez (mentre colombia e usa hanno deciso di non rendere più pubblici i loro accordi economico-militari, ma questo è bene non dirlo. vedi mai che qualcuno potrebbe chiedersi cosa mai è il plan colombia).

nell'analisi sui media, è interessante come non sia stato dato alcun risalto alla notizia che il governo venezuelano riconosce l'abkazia e l'ossezia. un'occasione ghiotta per denigrare chavez. è che, forse, qualche lettore avrebbe potuto chiedersi: e perché il kossovo sì e quelle due repubbliche no? ecco, appunto.

smettiamo di pensare ed andiamo a berci una birra.

prosit!


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venerdì 14 agosto 2009

cartolina dalla montagna

mercoledì 12 agosto 2009

cartolina dalla montagna

lunedì 10 agosto 2009

la mano invisibile del mercato [frei betto]

Fin da bambino avevo le mie paure, come tutti. La prima paura era di figurare bene davanti a mio padre, quindi obbedirgli e mangiare ravanelli (che non mi piacevano); paura di prendere zero in matematica. Paura, negli anni della dittatura, d’essere travolto da un’auto della polizia. Paura sotto la pioggia torrenziale, che la mia baracca nella favela, affacciata su un precipizio, fosse travolta dall’acqua. Ho collezionato altre paure. Una di queste paure è la mano invisibile del Mercato. Dell’invisibile chi non mi spaventa è solo di Dio. Temo i bacteri e gli extraterresti. I bacteri si combattono con gli antibiotici, definizione impropria, vuol dire “contro la vita”, e li iniettano per stare meglio. Gli extraterrestri mi lasciano tranquillo. So che la distanza più lontana raggiunta dalla nostra tecnologia nello spazio è quella delle onde televisive. Quando le captano gli esploratori degli altri pianeti arrivano alla conclusione che nella Terra non esiste una vita intelligente. Torno alla mano invisibile del Mercato. Dove si infila? Soprattutto nel nostro portafoglio. Specialmente nel portafoglio dei senza niente: imposte che gravano su ciò che comprano e sui servizi. Tutto costerebbe meno senza la mano invisibile che moltiplica i costi di ciò che consumiamo.

Adesso che il Mercato è in crisi dove fruga la mano invisibile? La risposta è visibile nel portafoglio dei governi.
Negli Stati Uniti il Mercato, nei rantoli dell’amministrazione Bush (infausta memoria) mette mano a 839 miliardi di dollari, e la nuova amministrazione Obama ne aggiunge altri 900 per infilarli nel portafoglio del sistema finanziario. Ma la mano invisibile del Mercato si disinteressa dei portafogli dei cittadini. Preferisce aiutare il portafoglio dei ricchi. È il caso del Brasile. Prima della crisi (e delle prossime elezioni) si impegna ad anabolizzare le grandi opere in modo di far respirare il portafoglio dei costruttori, opere pubbliche e imprese private. Mia nonna già lo sapeva: “Guarda, guarda bambino, come sono queste mani?”. E mi obbligava a lavarle prima di sedermi a tavola. Bene, credo che le mani del Mercato restano invisibili perché non le lavano mai. Al contrario: lava il denaro senza lavare le società che lo sporca. Lo deduco leggendo la notizia che nei paradisi fiscali la liquidità delle grandi banche è assicurata, negli ultimi anni, dai depositi del narcotraffico.

Mani che possono essere invisibili, ma le impronte digitali no. Dove il Mercato mette le mani lascia il segno. Soprattutto quando ritira la mano lasciando nei pasticci migliaia di disoccupati, trascinati in strada dall’insolvenza, schiacciati da debiti per loro astronomici. Il mercato è una specie di Dio. Voi credete nel suo potere, venerate il suo potere fino al sacrificio per adorarlo. Ci fa sentire colpevoli quando da un passaggio all’altro si compra e si vendono azioni che promettevano fortune e ormai valgono niente.

Il Mercato è come Dio. Tu credi in lui, la tua fede è per lui, lo adori, fai sacrifici per vezzeggiarlo, ti senti colpevole quando il Mercato fa un passo falso, anche se la colpa è del Mercato che ha venduto e sollecitato l’acquisto di azioni che promettevano fortune ma non valgono e non valevano niente. Come ogni Dio solitario si crede in lui per ciò che promette e fa: la Borsa, il salario, le ipoteche, gli interessi sui debiti. Nessuno sa qual è la faccia del Mercato, e dove si nasconde anche se è onnipresente. Presente perfino nella candela che si compra sulle porte delle chiese. E mette mani ovunque, le famose mani invisibili dei palpeggiatori che sfiorano le donne sull’autobus e nel metrò.

Impossibile gridare: di chi è questa mano? Quando la mano è invisibile e non la si può amputare. Dissacra la nostra vita, privilegiando i pochi e asfissiando la maggioranza della gente: nessuno può liberarsi da questa mano. C’è un solo modo per uscire dalla schiavitù: tagliare le testa al Mercato. E il discorso si complica. Stiamo parlando della mano, la testa, forse, domani.


meravigliosa,
proposta a fine luglio.
scovata qui.

sabato 8 agosto 2009

cartolina dalla montagna

giovedì 6 agosto 2009

la guerra che verrà [brecht]

La guerra che verrà
non è la prima. Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell’ultima
C’erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
Faceva la fame. Fra i vincitori
Faceva la fame la povera gente egualmente.

mercoledì 5 agosto 2009

cartolina dalla montagna

martedì 4 agosto 2009

austerità [berlinguer]

Io credo che nelle condizioni di oggi sia impensabile lottare realmente ed efficacemente per una società superiore senza muovere dalla necessità imprescindibile dell'austerità. Ma l'austerità, a seconda dei contenuti che ha e delle forze che ne governano l'attuazione, può essere adoperata o come strumento di depressione economica, di repressione politica, di perpetuazione delle ingiustizie sociali, oppure come occasione per uno sviluppo economico e solidale nuovo, per un rigoroso risanamento dello Stato, per una profonda trasformazione dell'assetto della società, per la difesa ed espansione della democrazia: in una parola, come mezzo di giustizia e di liberazione dell'uomo e di tutte le sue energie oggi mortificate, disperse, sprecate.

[...] Per noi l'austerità è il mezzo per contrastare alle radici e porre le basi del superamento di un sistema che è entrato in una crisi strutturale e di fondo, non congiunturale, di quel sistema i cui caratteri distintivi sono lo spreco e lo sperpero, l’esaltazione di particolarismi e dell'individualismo più sfrenati, del consumismo più dissennato. L'austerità significa rigore, efficienza, serietà, e significa giustizia; cioè il contrario di tutto ciò che abbiamo conosciuto e pagato finora, e che ci ha portato alla crisi gravissima i cui guasti si accumulano da anni e che oggi sì manifesta in Italia in tutta la sua drammatica portata.

[...] Una trasformazione rivoluzionaria può essere avviata nelle condizioni attuali solo se sa affrontare i problemi nuovi posti all'occidente dal moto di liberazione dei popoli del Terzo mondo. E ciò, secondo noi comunisti, comporta per l'occidente, e soprattutto per il nostro paese, due conseguenze fondamentali: aprirsi ad una piena comprensione delle ragioni di sviluppo e di giustizia di questi paesi e instaurare con essi una politica di cooperazione su basi di uguaglianza; abbandonare l'illusione che sia possibile perpetuare un tipo di sviluppo fondato su quella artificiosa espansione dei consumi individuali che è fonte di sprechi, di parassitismi, di privilegi, di dissipazione delle risorse, di dissesto finanziario.

Ecco perché una politica di austerità, di rigore, di guerra allo spreco è divenuta una necessità irrecusabile da parte di tutti ed è, al tempo stesso, la leva su cui premere per far avanzare la battaglia per trasformare la società nelle sue strutture e nelle sue idee di base. Una politica di austerità non è una politica di tendenziale livellamento verso l'indigenza, né deve essere perseguita con lo scopo di garantire la semplice sopravvivenza di un sistema economico e sociale entrato in crisi. Una politica di austerità, invece, deve avere come scopo — ed è per questo che essa può, deve essere fatta propria dal movimento operaio — quello di instaurare giustizia, efficienza, ordine, e, aggiungo, una moralità nuova. Concepita in questo modo, una politica di austerità, anche se comporta (e di necessità, per la sua stessa natura) certe rinunce e certi sacrifici, acquista al tempo stesso significato rinnovatore e diviene, in effetti, un atto liberatorio per grandi masse, soggette a vecchie sudditanze e a intollerabili emarginazioni, crea nuove solidarietà, e potendo cosi ricevere consensi crescenti diventa un ampio moto democratico, al servizio di un'opera di trasformazione sociale.

Enrico Berlinguer, da Conclusioni al convegno degli intellettuali, Roma, Teatro Eliseo, 15.1.1977

ass. palmiro cangini

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ingegner cane

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Bibliografia [quasi] universale

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  • Allende Isabel, AFRODITA, 1998
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  • Arendt Hannah, LA BANALITA' DEL MALE, Feltrinelli, 1964 (1963)
  • Arendt Hannah, LE ORIGINI DEL TOTALITARISMO, Edizioni Comunità, 1967 (1951)
  • Asimov Isaac, CRONACHE DELLA GALASSIA, (Foundation, 1951)
  • Asimov Isaac, IL CROLLO DELLA GALASSIA CENTRALE, (Foundation and Empire, 1952)
  • Asimov Isaac, L'ALTRA FACCIA DELLA SPIRALE, (Second Foundation, 1953)
  • Bauman Zygmunt, DENTRO LA GLOBALIZZAZIONE, Il Mulino, 1999 (1998)
  • Bauman Zygmunt, PAURA LIQUIDA, Il Mulino, 2008
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  • Beck Ulrich, CHE COS'E' LA GLOBALIZZAZIONE, Carocci, 1999 (1997)
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  • Calvino Italo, IL BARONE RAMPANTE, 1957
  • Calvino Italo, PALOMAR, 1983
  • Calvino Italo, TI CON ZERO, 1968
  • Calvino Italo, TUTTE LE COSMICOMICHE, 1965-1968
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  • Carroll Lewis, ATTRAVERSO LO SPECCHIO E QUEL CHE ALICE VI TROVO', 1871
  • Chatwin Bruce, ANATOMIA DELL'IRREQUIETEZZA, 1997
  • Chatwin Bruce, IN PATAGONIA, 1977
  • Chatwin Bruce, LE VIE DEI CANTI, 1987
  • Chomsky Noam, ANNO 501, LA CONQUISTA CONTINUA, Gamberetti Editrice, 1993
  • Chomsky Noam, CAPIRE IL POTERE, Marco Tropea Editore, 2002
  • Chomsky Noam, PROBLEMS OF KNOWLEDGE AND FREEDOM, 1971
  • Christie Agatha, ASSASSINIO SULL'ORIENT-EXPRESS, 1934
  • Christie Agatha, DIECI PICCOLI INDIANI, 1939
  • Clarke Arthur C., LA CITTA' E LE STELLE, 1956
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