La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Giorgio Gaber, La libertà, 1972

I hereby declare myself an independent, mobile republic. I’m a citizen of the earth. I own no territory. I have no flag. My policies are simple. I’m willing to sign any nuclear non-proliferation treaty or nuclear test ban treaty that’s going. Immigrants are welcome.
(Arundhati Roy)

People who shut their eyes to reality simply invite their own destruction, and anyone who insists on remaining in a state of innocence long after that innocence is dead turns himself into a monster. (James Baldwin)


martedì 30 giugno 2009

obnubliamento bananifero

la situazione in honduras evolve e si drammatizza. la piattaforma di giornalismo partecipativo gestita da gennaro carotenuto mantiene costante, per quanto può, il flusso di notizie.

censura totale, coprifuoco nelle strade, cecchini sui tetti, caccia all'uomo per eliminare i capi dei movimenti sociali, sindacali e indigeni, centinaia di arresti, confermato l'assassinio di césar ham, parlamentare democratico fra i promotori del referendum per l'assemblea costituente e candidato presidenziale alle elezioni di novembre.

a sdrammatizzare ci pensano el pais e la repubblica, soprattutto, senza dimenticare il corriere della sera e tutta la pletora di media italiani, cotti "alla micheletti". colpisce che perfino il giornale, pur spargendo melma sintetica a piene mani, è più equilibrato di repubblica.

come accennavo ieri, il fatto che anche\perfino gli usa abbiano preso netta posizione contro i golpisti (sperando che non stiano bluffando) fa andare un po' in confusione le nostre imbellettate veline dei media mainstream. vecchi e nuovi articoli di repubblica (e cito repubblica perché -e lo dico con dispiacere- si sta comportando come il più squallido e infamante giornale di regime) trasudano schizofrenia: sì è vero sono golpisti, però non sono così cattivi, in fondo c'è l'orco chavez e poi il nuovo presidente (non sarebbe meglio dire dittatore?) ha origine italiane e tifa atalanta.

sì sì, l'hanno proprio scritto, in questo articolo, ripreso poi anche da il giornale che titola assurdamente "l'honduras all'italiano micheletti", come se fosse una partita di monopoli e come se fosse qualcosa di cui essere orgogliosi.

ed ancora tutti, ma proprio tutti i quotidiani, a ripetere che zelaya voleva legiferare per ampliarsi i poteri ed estendere il proprio mandato di altri quattro anni. come già ho avuto modo di scrivere qui, cosa palesemente falsa.

vera repubblica delle banane.

tornando all'informazione seria: sciopero a tempo indeterminato in tutto il paese; in particolare da segnalare la totale adesione degli impiegati pubblici, con l'obiettivo di bloccare il funzionamento dello stato[-fantoccio]. peacelink segnala che vi sono indicazioni di indigeni in marcia per riversarsi sulla capitale, ma non è stato possibile verificare l'informazione.

foto: immagine di una manifestazione di ieri. dal sito di ya basta!

la speranza è che si ripeta quanto accade in bolivia da dieci anni a questa parte, con le grandi e vittoriose marce indigene in difesa delle risorse naturali (2000-2005) e della legalità (2008-2009).

la speranza è che avanzino anche in honduras e non si fermino più, che contribuiscano alla liberazione del loro paese ed all'affermazione dei propri diritti, e dei diritti, umani e civili, di tutti.


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2 commenti:

gigi ha detto...

Finche c'è da demonizzare il solo Chavez o Morales, i media hanno partita vinta.
Ma come riusciranno a raccontare al popolo acritico la presa di posizione di tutto il blocco dell'Alba? ammesso che abbiano mai parlato dell'Alba...
Io credo che abbandoneranno il campo.
Troppo difficile disinformare su di un intero continente!
Rischiando di far capire ai meno ottusi che c'è un'alternativa possibile.

Sono sconvolto da quello che hanno avuto il coraggio di scrivere i giornali...in particolare la repubblica, sputtanata dai sui stessi commentatori:
"...A proprosito, riguardo all'articolo, non sa una parola di italiano..." :)

Non vorrei sbagliarmi, ma se la situazione dovrebbe rientrare nella normalità, garantita e protetta dai paesi dell'alba, sarebbe la prima grande vittoria di questo blocco con risonanza a livello mondiale. Con prospettive inimmaginabili!
Forse mi sto lasciando prendere dall'entusiasmo.
Comunque, speriamo e informiamo.
appena posso creerò un post con dei link ai vostri articoli.
Un saluto
gigi

ventopiumoso ha detto...

si certo, hai ragione, primo visibile vittoria internazionale. ma anche aver respinto i golpe in bolivia ed in venezuela sono state vittorie. e tutta una serie lunghissima di accordi politici, solidali e commerciali.

spero che stiano formando anche le loro generazioni future, e quando se ne andranno i leader di oggi ce ne siano altri, il che non e' scontato. questa e' una congiuntura pazzesca.

credo che pochissimi sanno che durante la crisi colombia-ecuador-venezuela gli usa mandarono la loro flotta in avvicinamento alle acque venezuelane. la mossa era chiara. e accadde una cosa impensabile fino a pochissimi anni prima: il brasile invio' la sua, di flotta, a contrapporsi. e gli usa capirono che non era aria, e si ritirarono. il gesto del brasile fu enorme. ma qui non ne parlo' praticamente nessuno.

comunque e' una lotta quotidiana.

saluti

ass. palmiro cangini

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on. cetto la qualunque

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ingegner cane

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Bibliografia [quasi] universale

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  • Allende Isabel, AFRODITA, 1998
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  • Arendt Hannah, LE ORIGINI DEL TOTALITARISMO, Edizioni Comunità, 1967 (1951)
  • Asimov Isaac, CRONACHE DELLA GALASSIA, (Foundation, 1951)
  • Asimov Isaac, IL CROLLO DELLA GALASSIA CENTRALE, (Foundation and Empire, 1952)
  • Asimov Isaac, L'ALTRA FACCIA DELLA SPIRALE, (Second Foundation, 1953)
  • Bauman Zygmunt, DENTRO LA GLOBALIZZAZIONE, Il Mulino, 1999 (1998)
  • Bauman Zygmunt, PAURA LIQUIDA, Il Mulino, 2008
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  • Beck Ulrich, CHE COS'E' LA GLOBALIZZAZIONE, Carocci, 1999 (1997)
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