vi vorrei segnalare anche due notevoli post:
[#] dal blog rassegna straccia: Titolo-sottotitolo-occhiello, come ti disinformo il lettore in tre righe, sul solito disinformatore di massa by corriere della sera, rocco cotroneo
[#] dal blog di alessandro tauro: Due paesi, due misure: la scomparsa dell'Honduras in Italia, sul comportamento dei nostri media.
telesur ci riporta come ban ki moon esige il ritorno di zelaya e la resa dei golpisti; identica posizione da parte dell'osa\oea e dell'alba. nel sito dell'alba le immagini del mancato atterraggio dell'aereo con zelaya a bordo. e ci sono notizie, non confermate, di altre defezioni nell'esercito.
il "sospetto" del coinvolgimento degli usa in una qualche veste (da un appoggio governativo sottobanco ai soliti e tradizionali servizi cia "deviati") si fa sempre più concreto fra i governi latinoamericani. come riporta l'informatissimo quotidiano messicano la jornada, lo stesso zelaya si aspetta un chiaro, netto e coerente comportamento da parte dell'amministrazione obama: ovvero, far seguire alle parole i fatti.
di questo scrive anche selvas blog, che puntualmente ci aggiorna e fornisce notizie:
[#] I cecchini sparano sulla folla per tener lontano Zelaya.
molto interessanti, fra le altre, le due seguenti considerazioni:
1) Se il governo degli Stati Uniti fosse interessato realmente a restaurare la legalita' nel Paese centroamericano, avrebbe potuto mettere a disposizione di Zelaya la gigantesca pista della loro base militare di Palmerola. Si trova a solo 90 chilometri dalla capitale. Non l'hanno fatto.
2) I golpisti avevano ripetuto che volevano imprigionare Zelaya per mandarlo davanti ad un tribunale. Ieri avevano l'occasione. Perche' non lo hanno fatto arrivare? Perchè hanno chiuso l'aeroporto?
ed ora, parte dell'intervento di carotenuto citato in apertura post:
[...] La repressione di una folla pacifica che ha sfidato lo stato d’assedio [...] la più importante delle [notizie] è forse la dissociazione della polizia dalla repressione. [...] Non si schiera contro il golpe ma si prepara per essere un’alternativa accettabile in caso di caduta del regime.
Se il Cardinal Maradiaga al contrario fa quadrato con i golpisti [...] altri spezzoni della classe dirigente honduregna vorrebbero trattare la resa ma non hanno ancora la forza per farlo. [...] Quello che è certo è che il popolo honduregno, i movimenti sociali, indigeni, popolari e sindacali, stano offrendo una sensazionale dimostrazione di resistenza non violenta al colpo di stato anche quando questo si rivela brutale come nella tradizione centroamericana.
La presenza di un torturatore come Billy Joya Améndola come braccio destro del dittatore Roberto Micheletti contribuisce a rendere ancora più chiaro e ineludibile il quadro sui veri argomenti del governo golpista che si arrocca sulla difesa della costituzione scritta nell’82 dal dittatore Policarpo Paz [...]. Chi si appella alla presunta violazione della legalità da parte di Mel Zelaya con la convocazione di un referendum consultivo per l’Assemblea Costituente, o ripete la menzogna della rielezione (a novembre comunque Zelaya non può e non vuole ricandidarsi) è erede di Policarpo Paz e complice di Roberto Micheletti.
Al di là delle divisioni interne che non sono ancora maturate in una fronda che rappresenti un indebolimento effettivo, la giunta golpista ha dato in queste ultime 24 ore prova di un ottuso arroccamento. L’isolamento internazionale è netto e non ci sono indizi che possa indebolirsi. Tuttavia il silenzio di Barack Obama, che secondo Hugo Chávez sarebbe prigioniero dell’impero, è un indizio di trama nera: vuole ma non può? Se così fosse, se davvero fossimo di fronte a servizi deviati statunitensi che non rispondono al presidente incoraggiando sottobanco i golpisti (molti commentatori lo pensano, chi scrive è scettico) allora il golpe honduregno sarebbe in realtà anche un golpe contro Obama [...].
[...] Di fronte allo schieramento raramente così chiaro della comunità internazionale la risposta è stata una scandalosa minaccia da parte del ministro degli Esteri golpista Enrique Ortiz (che da vero gorilla in giornata ha definito Obama “il negretto”): “Non vorremmo che per il capriccio dell’OSA finisca per morire qualche presidente”. [...] Bene ha fatto il presidente legittimo, accompagnato dal presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite Manuel D’Escoto ad andare comunque e rinunciare solo di fronte alla materiale occupazione di tutte le piste dell’aeroporto internazionale da parte dell’esercito. Il XXI secolo non può essere tempo per colpi di stato né per accettare il fatto compiuto.
[...] Secondo Cristina Fernández, presidente argentina, l’impegno diplomatico di questi giorni: “è la cartina tornasole della capacità di costruire un mondo multipolare e multilaterale con organismi che rappresentino tutti”. E’ puerile chi sotto sotto (e sono in tanti) fa il tifo per i golpisti per dare una lezione agli odiati governi integrazionisti e in particolare a Hugo Chávez. Forse hanno già deciso da che parte stare e non si pongono il problema se in America latina torna il tempo dei gorilla. Per loro la democrazia, il voto, la partecipazione popolare per non dire della giustizia sociale, sono beni sacrificabili.








2 commenti:
complimenti per il blog....
E' veramente triste vedere come i Tg italiani hanno evitato di parlare dell'honduras.
Ovviamente ancor più triste è la gente che se ne frega e non si chiede come mai nessuno parli della situazione in quel paese..
Per fortuna c'è qualcuno che informa coi blog anche se temo tra poco non ci sarà concesso neppure questo...
Intanto continuate così.
Avete un nuovo fan! ^^
grazie :) facciamo quesllo che possiamo, nei limiti di tempo e possibilità di connettersi. scorrendo la pagina troverai link ad altri blog "amici". quando qui non posso aggiornare, ci pensano loro..
io è un po' più di un anno che sono in rete, e devo dire che non ho mai avuto così tante occasioni di informarmi in vita mia.
è per questo, come hai ben scritto, che ci sono ripetuti tentativi per chiudere siti e blog - e non solo in italia.
saluti!
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