La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Giorgio Gaber, La libertà, 1972
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Giorgio Gaber, La libertà, 1972
I hereby declare myself an independent, mobile republic. I’m a citizen of the earth. I own no territory. I have no flag. My policies are simple. I’m willing to sign any nuclear non-proliferation treaty or nuclear test ban treaty that’s going. Immigrants are welcome. (Arundhati Roy)
People who shut their eyes to reality simply invite their own destruction, and anyone who insists on remaining in a state of innocence long after that innocence is dead turns himself into a monster. (James Baldwin)
giovedì 2 luglio 2009
sprofonda italia
[non] da oggi, razzisti per legge e per destino. la sequela di leggi razziste dell'ultimo anno è culminata con questo infame pacchetto-[in]sicurezza. sicurezza per chi, non si sa.
ho scritto molte volte della questione, così come molti dei compari di blogging, per cui in questa prima parte non metterò link. esiste un motore di ricerca interno (in alto a destra) per chi fosse interessato. proseguo con alcune note sparse.
i migranti sono un problema di ordine pubblico? semplificando, e in parte banalizzando, sì e no: sì se si escludono e ghettizzano, no se si accolgono. naturalmente questo non ha nulla a che fare con il perseguimento o meno dei reati.
chi commette un crimine va perseguito. ma questo dovrebbe valere per tutti i tipi di reati - reati "reali", intendo, ovvero crimini, non reati "fittizi" quale la "clandestinità". va ben, allora domani me la prendo con i biondi, dopodomani con gli abitanti della gallura, e posdomani l'altro con i valligiani della val d'ossola, i lussemburghesi e i bavaresi.
naturalmente, per perseguire il crimine, bisognerebbe avere una giustizia efficiente. qui non esiste una giustizia né rapida né efficiente; e le riforme della magistratura e del sistema giudiziario non vanno assolutamente in questo senso. basti pensare al ddl sulle intercettazioni (che, per voler vedere il bicchiere mezzo pieno, è una sorta di democrazia allicata. al crimine, ok, ma non si può avere tutto) o a tutti i paletti che in questi anni, dal pdl e dalla lega ma ancha passando per l'udc ed il pd, sono stati messi alla magistratura inquirente.
dunque aggiungere un ulteriore reato, peraltro fittizio, come detto, che intaserà le procure e distrarrà le forze dell'ordine da impegni decisamente più urgenti, aiuterà a non perseguire il crimine. del resto, il ddl intercettazioni ha liberalizzato ogni forma di crimine di una certa consistenza. ne abbiamo già parlato a lungo, sia io, che gli altri blogger, che ampi strati della società civile.
ma sto divagando.
i post che hanno inaugurato questo blog, ormai oltre un anno fa, parlavano delle presunte "inclinazioni criminose" degli stranieri, in particolari irregolari. inclinazioni che, naturalmente, non esistono. nei mesi successivi ho scritto qualche altro articolo a riguardo, compreso un commento all'ultimo report della banca d'italia, in cui un'analisi dei dati provincia per provincia dimostrava l'assenza di correlazione fra presenza di stranieri e criminalità.
le migrazioni possono essere fermate? sì: terminando la nostra (nostra dell'occidente) politica di saccheggio, spoliazione, rapina, assissinio, guerra, schiavitù. tutto il resto è fuffa, tutto il resto sono favole per gonzi.
siamo più sicuri con le ronde? io non mi sentirò per nulla più sicuro, e dire che vivo in quartiere così detto "difficile", a padova.
immaginatevi la scena. sera, i soliti spacciatori, pesci piccolissimi, ultima ruota del carro che vede le mafie a frustare i cavalli (a proposito, quanti mafiosi, o collusi con le mafie, o cointeressati con le mafie, abbiamo in parlamento?), incidentalmente maghrebini.
arrivano le camicie verdi. tafferugli.
arrivano le camicie grige. si menano sia con gli spacciatori che con le camicie verdi.
ora intervengono i nostri: ecco le volanti rosse, da un lato, e la gazzelle della polizia (se avranno benzina nel serbatoio, il che non è per nulla scontato, ed un numero sufficiente di uomini) dall'altro.
un caos immane. ed io, o la mia compagna, dovremo sentirci più sicuri in questa bolgia infernale?
e poi, a girare per il quartiere, come ci si dovrà comportare? come ci si dovrà vestire, che lingua bisognerà parlare, cosa non si dovrà dire, come non si dovranno guardare questi bulletti da quattro soldi trasformati in bande di periferia?
questo è solo fumo negli occhi, e una buona dose di razzismo sparso a piene mani. dopo la linea di autobus riservate ai soli stranieri a foggia, dopo la proposta di quella pantagruelica testa di minchia che risponde a nome di salvini, a milano, sulle carrozze della metro separate per bianchi e ne[g]ri (di merda, naturalmente), dopo lo spray sulla studentessa ne[g]ra a padova, dopo centinaia, migliaia di episodi di razzismo, ecco l'autista di autobus che non fa salire il ne[g]ro (sporco anche lui, naturalmente). è successo a bari.
con questi qui, la criminalità, dallo stupratore al mafioso, ci ha solo guadagnato. non l'avete ancora capito, gonzi leghisti che non siete altro? (e vi sto facendo un complimento, che gli altri, irrecuperabili, non li nomino neppure.)
e la giustizia, ovvero la sicurezza fisica, economica e sociale del cittadino, sta fresca. se il premier e il ministro della [in]giustizia vanno a cena con ben due giudici costituzionali, assieme ad altri paggetti di corte, quando è pendente un giudizio della corte sulla illegittimità del lodo alfano, stiamo freschi. se è in ballo la [contro]riforma della giustizia - no, della magistratura. se è in ballo l'indipendenza dei poteri, già da tempo minata. se, se, se. se stiamo sprofondando, rincoglioniti e felici..
il paese marcisce. le infrastrutture vanno a pezzi, e questo è chiaramente figlio delle privatizzazioni, totali o parziali, da 15 anni a questa parte, e dell'ideologia dei tagli, dei tagli, dei tagli, e del libero mercato, il dogma più ostico e più insulso della storia, e della corruzione.
naturalmente, quando succedono disastri come a viareggio, o disservizi nei trasporti, nella scuola o nella sanità, la colpa è sempre o dei lavoratori o del fato.
ma guarda un po' tu.
nel frattempo, le prove di fascismo in abruzzo, ed in tutti i territori in fermento, continuano.
ho scritto molte volte della questione, così come molti dei compari di blogging, per cui in questa prima parte non metterò link. esiste un motore di ricerca interno (in alto a destra) per chi fosse interessato. proseguo con alcune note sparse.
i migranti sono un problema di ordine pubblico? semplificando, e in parte banalizzando, sì e no: sì se si escludono e ghettizzano, no se si accolgono. naturalmente questo non ha nulla a che fare con il perseguimento o meno dei reati.
chi commette un crimine va perseguito. ma questo dovrebbe valere per tutti i tipi di reati - reati "reali", intendo, ovvero crimini, non reati "fittizi" quale la "clandestinità". va ben, allora domani me la prendo con i biondi, dopodomani con gli abitanti della gallura, e posdomani l'altro con i valligiani della val d'ossola, i lussemburghesi e i bavaresi.
naturalmente, per perseguire il crimine, bisognerebbe avere una giustizia efficiente. qui non esiste una giustizia né rapida né efficiente; e le riforme della magistratura e del sistema giudiziario non vanno assolutamente in questo senso. basti pensare al ddl sulle intercettazioni (che, per voler vedere il bicchiere mezzo pieno, è una sorta di democrazia allicata. al crimine, ok, ma non si può avere tutto) o a tutti i paletti che in questi anni, dal pdl e dalla lega ma ancha passando per l'udc ed il pd, sono stati messi alla magistratura inquirente.
dunque aggiungere un ulteriore reato, peraltro fittizio, come detto, che intaserà le procure e distrarrà le forze dell'ordine da impegni decisamente più urgenti, aiuterà a non perseguire il crimine. del resto, il ddl intercettazioni ha liberalizzato ogni forma di crimine di una certa consistenza. ne abbiamo già parlato a lungo, sia io, che gli altri blogger, che ampi strati della società civile.
ma sto divagando.
i post che hanno inaugurato questo blog, ormai oltre un anno fa, parlavano delle presunte "inclinazioni criminose" degli stranieri, in particolari irregolari. inclinazioni che, naturalmente, non esistono. nei mesi successivi ho scritto qualche altro articolo a riguardo, compreso un commento all'ultimo report della banca d'italia, in cui un'analisi dei dati provincia per provincia dimostrava l'assenza di correlazione fra presenza di stranieri e criminalità.
le migrazioni possono essere fermate? sì: terminando la nostra (nostra dell'occidente) politica di saccheggio, spoliazione, rapina, assissinio, guerra, schiavitù. tutto il resto è fuffa, tutto il resto sono favole per gonzi.
siamo più sicuri con le ronde? io non mi sentirò per nulla più sicuro, e dire che vivo in quartiere così detto "difficile", a padova.
immaginatevi la scena. sera, i soliti spacciatori, pesci piccolissimi, ultima ruota del carro che vede le mafie a frustare i cavalli (a proposito, quanti mafiosi, o collusi con le mafie, o cointeressati con le mafie, abbiamo in parlamento?), incidentalmente maghrebini.
arrivano le camicie verdi. tafferugli.
arrivano le camicie grige. si menano sia con gli spacciatori che con le camicie verdi.
ora intervengono i nostri: ecco le volanti rosse, da un lato, e la gazzelle della polizia (se avranno benzina nel serbatoio, il che non è per nulla scontato, ed un numero sufficiente di uomini) dall'altro.
un caos immane. ed io, o la mia compagna, dovremo sentirci più sicuri in questa bolgia infernale?
e poi, a girare per il quartiere, come ci si dovrà comportare? come ci si dovrà vestire, che lingua bisognerà parlare, cosa non si dovrà dire, come non si dovranno guardare questi bulletti da quattro soldi trasformati in bande di periferia?
questo è solo fumo negli occhi, e una buona dose di razzismo sparso a piene mani. dopo la linea di autobus riservate ai soli stranieri a foggia, dopo la proposta di quella pantagruelica testa di minchia che risponde a nome di salvini, a milano, sulle carrozze della metro separate per bianchi e ne[g]ri (di merda, naturalmente), dopo lo spray sulla studentessa ne[g]ra a padova, dopo centinaia, migliaia di episodi di razzismo, ecco l'autista di autobus che non fa salire il ne[g]ro (sporco anche lui, naturalmente). è successo a bari.
con questi qui, la criminalità, dallo stupratore al mafioso, ci ha solo guadagnato. non l'avete ancora capito, gonzi leghisti che non siete altro? (e vi sto facendo un complimento, che gli altri, irrecuperabili, non li nomino neppure.)
e la giustizia, ovvero la sicurezza fisica, economica e sociale del cittadino, sta fresca. se il premier e il ministro della [in]giustizia vanno a cena con ben due giudici costituzionali, assieme ad altri paggetti di corte, quando è pendente un giudizio della corte sulla illegittimità del lodo alfano, stiamo freschi. se è in ballo la [contro]riforma della giustizia - no, della magistratura. se è in ballo l'indipendenza dei poteri, già da tempo minata. se, se, se. se stiamo sprofondando, rincoglioniti e felici..
il paese marcisce. le infrastrutture vanno a pezzi, e questo è chiaramente figlio delle privatizzazioni, totali o parziali, da 15 anni a questa parte, e dell'ideologia dei tagli, dei tagli, dei tagli, e del libero mercato, il dogma più ostico e più insulso della storia, e della corruzione.
naturalmente, quando succedono disastri come a viareggio, o disservizi nei trasporti, nella scuola o nella sanità, la colpa è sempre o dei lavoratori o del fato.
ma guarda un po' tu.
nel frattempo, le prove di fascismo in abruzzo, ed in tutti i territori in fermento, continuano.
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Bibliografia [quasi] universale
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- Allende Isabel, AFRODITA, 1998
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- Arendt Hannah, LE ORIGINI DEL TOTALITARISMO, Edizioni Comunità, 1967 (1951)
- Asimov Isaac, CRONACHE DELLA GALASSIA, (Foundation, 1951)
- Asimov Isaac, IL CROLLO DELLA GALASSIA CENTRALE, (Foundation and Empire, 1952)
- Asimov Isaac, L'ALTRA FACCIA DELLA SPIRALE, (Second Foundation, 1953)
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- Bauman Zygmunt, VITA LIQUIDA, Il Mulino, 2006 (2005)
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- Stiglitz Joseph, LA GLOBALIZZAZIONE E I SUOI OPPOSITORI, Einaudi, 2002
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- Subcomandante Marcos, I RACCONTI DEL VECCHIO ANTONIO, Moretti & Vitali, 1997
- Subcomandante Marcos, MOVIMENTI SOCIALI, INTELLETTUALI E POTERE. SETTE RIFLESSIONI DELL'EZLN, 2003, Rebeldía
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- Taibo II Paco Ignacio, Subcomandante Marcos, MORTI SCOMODI, 2005, Marco Tropea Editore
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- Tolkien John Ronald Reuel, LO HOBBIT, 1973 (1937)
- Weber Max, LA POLITICA COME PROFESSIONE, 1919
- Yunus Muhammad, IL BANCHIERE DEI POVERI, Feltrinelli, 1998 (1997)
- Zinn Howard, STORIA DEL POPOLO AMERICANO DAL 1492 A OGGI, Il Saggiatore, 2007 (6th ed., 2005)








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