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per motivi personali il blog verrà aggiornato light per qualche tempo. con buona pace dei miei aficionados -- in particolare da groningen e mountain view, chiaro, quei timidoni.

venerdì 13 gennaio 2012

su FH e RSF (v2)

a proposito dell'accenno su reporters sans frontieres che ho fatto nell'ultimo post sulla siria, scrivo qualche nota, del tutto incompleta, su questa associazione (RSF da qui in avanti) e sulla freedom house (FH da qui in avanti), che spesso vengono citate quando si parla di libertà di stampa. sono commenti lievemente rimaneggiati che avevo scritto ad un post di alessio sulla thailandia, ma penso potrebbero interessare ai miei lettori, oltre che far (in)degnamente parte dell'archivio.


freedom house - FH
benché a noi che non sopportiamo berlusconi faccia piacere citarla, FH è anche una efficacie “macchina di propaganda”, che dà spesso punteggi molto bassi a prescindere verso i governi e le amministrazioni che non la sconfinferano. solo per dire, fino a pochi anni fa il capo di FH era r. james woosley, ex-direttore della Cia.

questo non vuole dire che le sue valutazioni siano da buttare via, difficilmente tutto è bianco o tutto è nero. inoltre tali valutazioni spesso abbracciano il senso comune (il che di per sè non vuol dire molto, però, proprio a causa del fatto che il senso comune viene plasmato essenzialmente dai giornali e dalla valutazioni di agenzie quali FH stessa) e ad altri studi paralleli (il che invece dà una credibilità più robusta).

ma è chiaro che c’è un bias di fondo che difficilmente può rendere “oggettivi” i suoi dati, e questo è il caso, a mio parere, del venezuela (qui il report FH), considerata da FH una "democrazia non elettorale" (e questo è stucchevole, qui su occhioclinico c'è una cospicua mole di articoli sulle elezioni venezuelane) e "totalmente non libero" per quanto riguarda la libertà di stampa (il che è parimenti una fesseria, se non altro per il "totalmente" -ma a mio modo di vedere globalmente, il che è naturalmente opinabile- e quanto meno per la situazione attuale). a tal pro mi autocito con questo articolo del luglio 2009 :)

e mi piacerebbe proprio vedere come FH valuterà la massiccia, vergognosa ed acclarata disinformazione da parte dei nostri media occidentali mainstream, ed in italia in particolare mi riferisco a repubblica e corriere, ad esempio sulla guerra in libia e sulla crisi siriana. una stampa che ha fatto e continua a fare "informazione di guerra", totalmente di parte, spesso falsa e sempre velinara - tutto il contrario di ciò che è la "libera stampa" nel nostro immaginario. scommetto che i paesi europei e nordamericani non verranno declassati neanche a pagare oro.

d'altro canto alessio mi fece giustamente notare come FH viene presa come spunto da larga parte del mondo accademico, sia in oriente che in occidente, e non è certo tenera con gli stessi Usa od altri paesi. questo dato è inoppugnabile. ma, al di là del fatto che sia molto difficile valutare classifiche come quelle di FH, ha una spiegazione semplice.

credo che le classifiche di FH siano utilizzabili solo all'interno di un sistema di valori condiviso. ad esempio i paesi integrazionisti latinoamericani pagheranno sempre lo scotto di aver pestato i piedi a zio Sam (ed al suo complesso militare-industriale) in particolare ed all'intero sistema neoliberista in generale. ed infatti sono tutti abbastanza indietro, non solo venezuela e cuba, a fondo classifica di FH, ma anche bolivia, brasile, argentina.

addirittura l'argentina, 27esima e pienamente democratica, è accostata all'honduras dei dittatori bananieri, che per prima cosa giunti al potere chiusero tutte le radio e tv, 28esimo. haiti è 29esima ed il messico degli assassini di massa con particolare riguardo a donne, maestri e giornalisti, 30esimo. analogo discorso per la colombia, 31esima. il venezuela è dietro anche a questi paesi.

questo è semplicemente ridicolo. dunque a mio modo di vedere si possono valutare le classifiche di FH ed organizzazioni simili solo con determinati filtri.

dal sito stesso dell’associazione si evince che ha supportato la creazione della Nato e tutti i movimenti antigovernativi nei paesi di volta in volta considerati nemici negli Usa, dal medio oriente all'america latina. comunque uno la veda su ognuno di quei paesi, quella di FH è pura ingerenza, forse contraria pure al diritto internazionale, non so, ma quanto meno non si può seriamente credere che l’informazione che fornisce sia obiettiva.

ancora oggi poi riceve fondi dal dipartimento di stato Usa e dall’Usaid, oltre che da Ue, Uk e qualche altro governo occidentale. la maggior parte dei fondi che riceve dal governo Usa (circa l’80% dei suoi finanziamenti, se ho letto bene), li riceve tramite il dipartimento di stato, il Ned e l’Usaid -- le ultime due sono costole della Cia. inoltre riceve fondi da diverse fondazioni private e nel suo comitato di direzione ci sono agnellini tipo brzezinski, huntington, otto reich, donald rumsfeld, paul wolfowitz, steve forbes, ed alcuni altri.

chomsky parla di FH in "Understanding power", ad esempio, pp.57-58, riguardo alla posizione assunta dall’associazione sull’offensiva del Tet durante la guerra del vietnam. inoltre herman e chomsky in "Manifacturing consens" ricordano come durante gli “anni del condor” FH ha sostenuto attivamente le dittature centroamericane e, di fatto, gli squadroni della morte, tramite la “lega anticomunista internazionale”.

e questo a mio parere completa il quadro e dovrebbe renderci cauti e diffidenti verso le sue valutazioni.

* * * * *

reporters sans frontieres - RSF
RSF (qui pagina wiki) nacque come costola di MSF e poi fu anche organo tecnico dell’Onu.

peccato che sotto la direzione di robert menard (padre-padrone fin dalla sua fondazione, nel 1985) nel 2003 fu sospesa come ente consultivo della commissione Onu dei diritti dell'uomo, e nel 2008 subì la cancellazione del patrocinio Unesco per i suoi progetti sulla libertà di internet, a causa delle ripetute dimostrazioni di mancanza di etica:
UNESCO has withdrawn its patronage of the Online Free Expression Day, organized by the non-governmental organization, Reporters Without Borders. 

UNESCO reiterates its support for freedom of expression on the internet but felt compelled to withdraw patronage following the publication of information by RSF which did not follow the arrangements agreed upon between the two organizations concerning the event. 

gianni minà tratteggiò impietosamente il personaggio e l'associazione in diversi suoi articoli (ad esempio questo del dicembre 2005), ed ebbe con lui una vivace polemica. il punto è che RSF, ente coccolato dal governo francese, è finanziariamente ed ideologicamente legato alla Cia. inizialmente le accuse erano rivolte da giornalisti investigativi, talvolta (spesso) schierati, ma nel 2005 fu lo stesso menard ad ammetterli in un forum organizzato da le nouvel observateur [123].

le "uscite" di menard sono diventate patrimonio comune della "malastampa".

ad esempio, RSF-menard si è sempre, sistematicamente, schierata contro i governi integrazionisti latinoamericani [4, 5], ma non messico o colombia, per dire. con una fissa ossessiva su cuba - beh, qui non ci vuole molto direte. e invece no. oltre alla classifica finale, RSF fa anche valutazioni "per segmenti", ad esempio sul numero di giornalisti imprigionati o uccisi, eccetera. ebbene, RSF continuò a porre cuba in testa anche in queste speciali classifiche in anni, i duemila, in cui a cuba i giornalisti non vengono messi in prigione, né tanto meno uccisi. questo è un fatto noto ed uno dei motivi per cui RSF perse credibilità anche agli occhi delle agenzie Onu.

su un altro fronte, menard arrivò addirittura a “chiedersi” se l’uso della forza in medioriente da parte angloamericana, torture comprese [6], non fosse in fondo giustificato. quindi difese la pena di morte "in alcuni casi" - guarda caso in texas [7].

nell'autunno del 2009, travolto dagli scandali e attratto da un futuro più luccicante, menard lasciò l'agenzia. giornalismo partecipativo ne ha fatto recentemente un ritratto, prendendo spunto dal passaggio di menard ad una oscura e ricchissima fondazione qatariota ed il suo sostegno a jean-marie le pen ed a sua figlia marine.

senza menard, RSF sta cercando di assumere posizioni più equilibrate e meno politiche. tuttavia non è esente anche oggi da derive ideologiche, in teoria totalmente estranee al suo mandato apolitico (e lo ripetiamo perché se ne fanno vanto): ad esempio RSF è ricomparsa nei nostri quotidiani per sostenere le bufale a go-go e l'intervento militare in medioriente. e questo lascia perplessi.

per il resto delle considerazioni, vale quanto detto per FH.

infine, gli sghei. RSF è finanziata da governo francese, Ned (= Cia) ed altri enti governativi (12% del budget, dice wiki) e da diversi gruppi imprenditoriali (circa il 20% del suo budget): sanofi-aventis, fondation de france, open society institute (soros), carrefour, amazon, benetton, center for a free cuba (uno dei più munifici finanziatori) e collabora con l'agenzia pubblicitaria saatchi&saatchi.

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